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Giovane molla tutto e crea un orfanotrofio in Kenya

Dalla Germania molla tutto per girare il mondo. Dopo aver viaggiato per 18 mete (in Asia e in Africa, soprattutto) si ferma in Kenya dove realizza un sogno: creare un orfanotrofio ecosostenibile capace di dare educazione, vitto e alloggio a più di 500 bambini, orfani di genitori vittime di AIDS. Torsten Kremser, tedesco, ha un
Giovane molla tutto e crea un orfanotrofio in Kenya Giovane molla tutto e crea un orfanotrofio in Kenya

Dalla Germania molla tutto per girare il mondo. Dopo aver viaggiato per 18 mete (in Asia e in Africa, soprattutto) si ferma in Kenya dove realizza un sogno: creare un orfanotrofio ecosostenibile capace di dare educazione, vitto e alloggio a più di 500 bambini, orfani di genitori vittime di AIDS.

Torsten Kremser, tedesco, ha un lavoro ben pagato, un appartamento e un auto nuova: «La mia vita era in ordine, ma sentivo che qualcosa mancava. Avevo perso di vista i miei sogni. E ho capito che dovevo mettermi in moto  e realizzarli» spiega sul suo blog (http://www.torsten.me/).

La sua vita cambia durante un viaggio in Kenya. Qui conosce Mama Dolfine, una donna che ha perso due suoi figli e che, nonostante le tragedie, sogna di creare un posto per accogliere i tanti orfani di Kisian, città dove lei risiede.

La donna svela a Torsten il suo sogno e il ragazzo colpito dall’altruismo della donna decide di aiutarla a realizzarlo. Inizia raccogliendo 700 euro tra amici e conoscenti con cui inizia i primi lavori, facendosi aiutare dagli abitanti del posto per creare il Korando Educational Center.

Ma i soldi non sono abbastanza per l’orfanotrofio che lui e Mama Dolfine sognano. Esperto di Web, crea un sito e un’associazione, si chiama Cheap Impact, con cui lancia una campagna di raccolta fondi.

In poco tempo raccoglie la cifra e mette il primo mattone per realizzare l’orfanotrofio che oggi è composto da quattro cupole, che ospitano camere da letto e bagni. Le acque della cucina e dei bagni sono riutilizzate per irrigare il terreno e l’acqua viene riscaldata con l’energia solare, mentre la luce è ottenuta con un impianto fotovoltaico. Infine, un impianto di biogas trasforma il letame degli animali in combustibile: «Abbiamo dato al centro una struttura unica. Lo scopo è attirare l’attenzione del mondo e ricevere supporto per rendere questo spazio sempre più ecosostenibile e farlo crescere per ospitare sempre più bambini vittime di violenze».

INFO: http://cheapimpact.org/

Redazione

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