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Gennaro Arma, il capitano eroe che ha lasciato per ultimo la Diamond Princess

Il comandante deve essere l’ultimo ad abbandonare la nave, dice il codice della navigazione. E così è stato per Gennaro Arma, il capitano italiano della Diamond Princess, la nave isolata e ormeggiata per quasi un mese a Yokohama, in Giappone, per i casi di Coronavirus. Dopo lo sbarco di passeggeri ed equipaggio (3.711 persone, 705
Gennaro Arma, il capitano eroe che ha lasciato per ultimo la Diamond Princess Gennaro Arma, il capitano eroe che ha lasciato per ultimo la Diamond Princess

Il comandante deve essere l'ultimo ad abbandonare la nave, dice il codice della navigazione. E così è stato per Gennaro Arma, il capitano italiano della Diamond Princess, la nave isolata e ormeggiata per quasi un mese a Yokohama, in Giappone, per i casi di Coronavirus. Dopo lo sbarco di passeggeri ed equipaggio (3.711 persone, 705 contagiati), il comandante ha lasciato la nave per ultimo la sera del 1° marzo. Un gesto in apparenza normale per chi conosce (e rispetta) le regole del mare, un atto eroico per la comunità. L'ufficiale campano, 45 anni, è stato elogiato dalla compagnia di crociere, dalle autorità giapponesi, dai passeggeri che lo hanno ribattezzato il «brave captain», il capitano coraggioso, impavido.

La foto condivisa dalla Princess Cruises, che immortala Arma in divisa con trolley e mascherina appena sceso dalla Diamond, ha fatto subito il giro del web.

https://twitter.com/PrincessCruises/status/1234274452881510400

«Il capitano Arma è stato l'ultimo a lasciare la Diamond Princess. Per noi è un eroe» ha twittato la Princess Cruises. Lo aveva detto («Scendo per ultimo»), lo ha fatto. Per tutti Gennaro Arma è diventato "un eroe", il "simbolo di un'Italia che non molla mai", "l'anti-Schettino" (ricordando il tragico caso della Costa Concordia), un grande esempio di rigore, dedizione e umanità. Non solo perché è stato l'ultimo a lasciare la nave, ma soprattutto per il modo in cui ha gestito la situazione.

La sua più grande preoccupazione è stata prendersi cura degli altri. Per settimane ha informato i passeggeri, ogni giorno senza allarmismi, ha organizzato la vita di bordo, ha guidato l'equipaggio. E ha rassicurato tutti, evitando che il panico prendesse il sopravvento. Il suo impegno è andato oltre il dovere. A San Valentino, per esempio, ha recitato un testo sull'amore e ha fatto consegnare biglietti e cioccolatini a forma di cuore ai passeggeri.

«Gennaro è un uomo di mare, ed ha eseguito quello che i capitani devono fare: essere a capo, guidare e prendere decisioni» ha detto sua moglie Mariana Gargiulo all'Ansa. Il suo unico desiderio adesso è tornare alla normalità.

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