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FSI: operazione da 500 milioni di euro per acquistare BCC Pay

Il Fondo Strategico Italiano ha recentemente perfezionato il proprio ingresso in BCC Pay FSI (Fondo Strategico Italiano), uno dei principali fondi corporate nazionali, forte di una dotazione di 1,4 miliardi, ha perfezionato la propria partecipazione in BCC Pay, società di proprietà di Iccrea Banca attiva nel settore dei pagamenti digitali. Dopo aver ricevuto il via
FSI: operazione da 500 milioni di euro per acquistare BCC Pay FSI: operazione da 500 milioni di euro per acquistare BCC Pay

Il Fondo Strategico Italiano ha recentemente perfezionato il proprio ingresso in BCC Pay

FSI (Fondo Strategico Italiano), uno dei principali fondi corporate nazionali, forte di una dotazione di 1,4 miliardi, ha perfezionato la propria partecipazione in BCC Pay, società di proprietà di Iccrea Banca attiva nel settore dei pagamenti digitali. Dopo aver ricevuto il via libera per il completamento dell’operazione dalle autorità competenti, FSI ha sborsato una cifra vicina ai 500 milioni di euro per rilevare il 60% del capitale di BCC Pay. Il restante 40% invece resta nelle mani di Iccrea Banca.

BCC Pay, una realtà tutta italiana nei servizi di pagamento

Inutile dirlo, lo scopo ultimo del fondo - partecipato, tra gli altri, da investitori istituzionali italiani, banche e assicurazioni europee, fondi sovrani del Medio Oriente e d’Asia, nonché dal FEI (Fondo europeo per gli investimenti) - è la creazione di una realtà tutta Made in Italy nel settore dei servizi di pagamento. Queste, infatti, le parole di FSI nel comunicato relativo all’operazione: “

L’investimento di FSI, condotto in partnership con il Gruppo Iccrea (terzo gruppo bancario in Italia, con 128 banche “BCC” affiliate e 2.500 filiali), ha l’obiettivo di scalare l’attività e di creare un operatore indipendente al servizio delle banche di medie dimensioni”.

Le direttrici di sviluppo di BCC Pay

BCC Pay nasce a tutti gli effetti come Istituto di Moneta Elettronica e fornisce da sempre servizi di emissione carte e gestione dei pagamenti presso i punti vendita: a oggi, può contare su 4,1 milioni di carte di pagamento attive e circa 214mila POS installati. Se poi si aggiungono i circa 50 miliardi di euro di transazioni processate annualmente, non stupisce l’interesse di FSI.

Si considerino infine le direttrici di sviluppo che Massimo Arrighetti e Fabio Pugini, rispettivamente Presidente e Ceo di BCC Pay, intendono imprimere alla società: si va dall’ampliamento dell’offerta di prodotti al miglioramento dei servizi offerti, dal focus sui clienti e le loro esigenze alla possibilità di estendere la customer base ad altri operatori, il tutto passando per una buona dose di innovazione di fondo.

La posizione finanziaria e la scalabilità del proprio modello IT, dunque, fanno di BCC Pay un fiore all’occhiello nel panorama italiano dei servizi di pagamento digitali: “BCC Pay opera con un modello di business asset-light, il cui piano di crescita è costituito dal potenziale ampliamento dell’offerta prodotti, dall’aumento della penetrazione nella rete bancaria e da un progressivo sviluppo dei pagamenti digitali in Italia (attualmente significativamente inferiori alla media europea)”, queste le conclusioni di FSI a fronte dell’operazione di acquisto.

Insomma, un altro punto a favore del fatto che l’Italia abbia l’ambizione e le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista negli ambienti fintech del vecchio mondo.

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