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Francesco, giovane agricoltore: «In campagna le vere opportunità di business»

29 anni Francesco Rella di Grumo Appula, provincia di Bari è imprenditore agricolo dall’età di 24 anni. A 19 anni entra nell’azienda di famiglia per imparare. Poi decide di trasformare tutto, ammodernare l’azienda e puntare su un frutto in via di estinzione nella sua terra, il fico: «È una pianta instancabile proprio come noi giovani
Francesco, giovane agricoltore: «In campagna le vere opportunità di business» Francesco, giovane agricoltore: «In campagna le vere opportunità di business»

29 anni Francesco Rella di Grumo Appula, provincia di Bari è imprenditore agricolo dall’età di 24 anni. A 19 anni entra nell’azienda di famiglia per imparare. Poi decide di trasformare tutto, ammodernare l’azienda e puntare su un frutto in via di estinzione nella sua terra, il fico: «È una pianta instancabile proprio come noi giovani imprenditori» racconta a Millionaire.

La passione per l’agricoltura la eredita dalla sua famiglia, agricoltori da generazione: «La domenica andavamo tutti a raccogliere le olive, ho iniziato da piccolissimo a guidare un trattore». Arrivato in azienda inizia a comprare macchinari per rimodernarla. Allo stesso tempo lavora in uno studio di consulenza aziendale e lì acquisisce le conoscenze utili a mettersi in proprio: «Arrivato in azienda ho deciso di portare un po’ di colore. Ho puntato sulla frutticoltura che ho sempre amato e sul fico perché ha tanti vantaggi: ha costi di produzione molto contenuti, produce frutti per 7/8 cicli a stagione, raccogli grandi quantità (50 chili). La pianti e dopo 3 anni inizi vedere i primi frutti. Puoi venderlo a 90 centesimi all’ingrosso e a 2 euro al chilo al dettaglio».

Oggi il fico è il prodotto di punta della sua azienda, insieme all’olio: «Sapevo che era un buon business. Allora per saperne di più e imparare sono entrato nel consiglio di amministrazione dell’Oleificio Cooperativo della Riforma Fondiaria Paladino, che da oltre 50 anni produce olio extravergine d’oliva di qualità: «È un’esperienza che mi dà l’opportunità di imparare tanto: dalla coltivazione, alla lavorazione, fino alle fasi di etichettatura»

Oggi produce 200 quintali l’anno su 35 ettari.  La cooperativa vende l’olio con una media di 6 euro per quello convenzionale, 7 euro per quello biologico: «È un settore dove c’è da registrare una concorrenza sleale e l’agro pirateria. I consumatori spesso sono poco informati e conoscono poco il prodotto Made in Italy. Quello che stiamo facendo noi coltivatori è avviare campagne di sensibilizzazione.  Grazie anche a queste, la situazione è cambiata: oggi i commercianti richiedono più olio di qualità rispetto al passato».

Membro del comitato provinciale di Coldiretti aiuta i ragazzi che vogliono avvicinarsi all’agricoltura a trovare le risorse e i mezzi giusti: «Io sono tra i fortunati che ha ereditato un pezzo di terra, ma ci sono tanti altri che partono da zero e costruiscono opportunità di lavoro e business. Non è facile farlo, la burocrazia è tanto e noi stiamo lavorando per uno snellimento delle pratiche. Eppure l’agricoltura resta un settore che può dare una garanzia. Per riuscire bisogna diversificare la produzione e confrontarsi con giovani agricoltori: sono loro a darti entusiasmo e voglia di fare sempre meglio».

Vi piace la storia di Francesco e volete imitarla? Ecco i consigli su come fare business in agricoltura di Maria Letizia Gardoni, delegato nazionale di Coldiretti Giovani e di Alex Giordano, tra i fondatori di Rural Hub, incubatore che offre formazione e network a neoimprenditori agricoli con idee innovative: «Non solo. Sono tante le occasioni di cui questo il mondo agricolo ha bisogno e aspettano imprenditori capaci di coglierle. Come per esempio, la ricerca di soluzioni per ridurre i rifiuti alimentari (basta pensare che il 25% delle calori di alimenti coltivati per il consumo umano viene perduto nei rifiuti delle nostre cucine). Come idee per aiutare le persone a cambiare dieta, ad abbassare l’eccessiva domanda di prodotti di origine animale, per razionalizzare l’uso di acqua (ed evitare sprechi), per rimettere a coltura terreni degradati. Per non parlare di quanti margini di invenzione ci possono essere legando l’agricoltura alla cultura, al turismo… Insomma, sono ampi gli spazi di manovra per chi vuole fare innovazione» sottolinea Giordano.

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Giancarlo Donadio

(Fonte foto Coldiretti Giovani, http://giovanimpresa.coldiretti.it/)

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