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Fake guru e “markette”. Come riconoscerli

In un mondo editoriale che pare per lo più essersi piegato al ruolo di mero amplificatore di notizie non verificate, dove l’autorevolezza di testate anche storiche è stata barattata con la necessità di monetizzare il traffico in ogni modo possibile, peccando moltissimo sia di fantasia che di coraggio, riuscire a distinguere un contenuto promozionale (aka
Fake guru e “markette”. Come riconoscerli Fake guru e “markette”. Come riconoscerli

In un mondo editoriale che pare per lo più essersi piegato al ruolo di mero amplificatore di notizie non verificate, dove l’autorevolezza di testate anche storiche è stata barattata con la necessità di monetizzare il traffico in ogni modo possibile, peccando moltissimo sia di fantasia che di coraggio, riuscire a distinguere un contenuto promozionale (aka “marketta”) da un articolo o una recensione genuina è diventato sempre più complesso, soprattutto per i non addetti ai lavori. 

Sono tanti, infatti, i genitori preoccupati e confusi di figli adolescenti diventati impazienti di comprare l’ennesimo corso che spiega come fare soldi e cambiare vita con il trading, il dropshipping, gli affitti brevi, il selfpublishing, Amazon Fba e via discorrendo. Mi scrivono spesso con frasi del tipo: «Eh, ma mio figlio mi ha mostrato tutti gli articoli su questi giornali. E poi ho ascoltato anche l’intervista su quella famosa radio, dove racconta come è diventato ricco a 20 anni. Mi è sembrato affidabile».

Poi, pochi secondi di fact checking, apri il sito del guru di turno e scopri che quest’ultimo gestisce una ditta individuale senza bilanci depositati e i soliti screenshot come uniche “prove” che attesterebbero i presunti guadagni realizzati con il metodo che (s)vende online.

Subito dopo noti le immancabili quanto “veramente euforiche” testimonianze che sembrano prodotte in serie e concepite per dare opinioni sempre vaghe, talvolta grossolanamente premature visto che i recensori ammettono di aver appena iniziato il “percorso formativo”. Noti magari che qualche youtuber ha “intervistato” (le virgolette sono d’obbligo per intuibili ragioni) il personaggio con domande che in realtà sono meri assist per il contenuto agiografico da produrre. Mai una domanda scomoda, una riflessione critica, un dubbio su quanto riferito dall’ospite o la richiesta di dimostrare in maniera chiara la reale efficacia del suo metodo di guadagno. Tutto si riduce a un costante ammiccamento tra le parti, dove l’intervistato appare assertivo, esaltato, a volte addirittura sbruffone. 

E, dunque, come si riconoscono personaggi (ma anche aziende) che si promuovono in maniera non corretta e scambiano il marketing con la manipolazione? Come detto, il primo segnale d’allarme deve scattare quando notate articoli con titoli e contenuti identici o molto simili pubblicati su diverse testate (vale lo stesso per le interviste radio e video su YouTube). Poi, occhio al gergo e alle promesse: quando si parla di “metodo”, “protocollo”, “sistema” che permettere a chiunque, senza competenze, budget ed esperienze di fare soldi online in maniera ricorrente e stabile, bisogna stare alla larga. Idem quando vedete i soggetti ostentare una vita da ricchi. La regola aurea è sempre la stessa: se hai scoperto un metodo infallibile per fare tanti soldi facilmente, perché investi tanto tempo e denaro a insegnarlo?

Articolo pubblicato su Millionaire giugno 2023 che puoi trovare in versione digitale qui

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