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Dopo solo un anno dall’apertura del mercato in Italia, la app di spesa a domicilio chiude i battenti

Gorillas, la app tedesca di delivery che consegna la spesa in 10 minuti, si prepara a licenziare 540 dipendenti nella sede italiana, mentre la società sarà messa in liquidazione. In una nota diramata sabato 2 luglio Fit-Cisl scrive: «Gorillas, dopo aver sottoscritto, il 29 aprile scorso, l’accordo per inquadrare i rider con il Ccnl di settore della logistica,
Dopo solo un anno dall’apertura del mercato in Italia, la app di spesa a domicilio chiude i battenti Dopo solo un anno dall’apertura del mercato in Italia, la app di spesa a domicilio chiude i battenti

Gorillas, la app tedesca di delivery che consegna la spesa in 10 minuti, si prepara a licenziare 540 dipendenti nella sede italiana, mentre la società sarà messa in liquidazione.

In una nota diramata sabato 2 luglio Fit-Cisl scrive: «Gorillas, dopo aver sottoscritto, il 29 aprile scorso, l’accordo per inquadrare i rider con il Ccnl di settore della logistica, trasporto merci e spedizione, ha annunciato che, dal 4 luglio, avvierà le procedure di licenziamento di 540 fra lavoratrici e lavoratori, impiegati attualmente nelle città di Roma, Firenze, Milano, Bergamo e Torino, mettendo in liquidazione la società»

La startup di food delivery, che solo lo scorso ottobre aveva chiuso un round di investimento record da un miliardo di euro, con le riaperture e il parziale ritorno alla normalità post Covid-19 aveva riscontrato un calo di richieste. I consumatori italiani infatti avevano drasticamente ridotto le proprie abitudini di spesa a domicilio, tornando alla più classica spesa in negozio.

Così, a maggio, la società aveva avuto la necessità di ridurre il proprio personale mandando a casa circa 300 dipendenti. Poi la scelta di tagliare 540 dipendenti in Italia e di lasciare del tutto il mercato italiano.

“Questo episodio - prosegue il sindacato - ripropone il dibattito su come tali piattaforme di food delivery si insedino nel nostro Paese in assenza di chiare e definite regole che tutelino le lavoratrici e i lavoratori. Siamo certi che il Ministero del Lavoro si interesserà alla vicenda pertanto, nei prossimi giorni, chiederemo un incontro ufficiale al Ministro Orlando per affrontare l’incresciosa questione”.

Già in un comunicato stampa pubblicato il 24 maggio Gorillas aveva spiegato: “Al momento, il 90% dei nostri ricavi proviene da cinque mercati chiave che hanno intrapreso un chiaro percorso verso la redditività: Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Stati Uniti. Per questo motivo, abbiamo deciso di affinare la nostra attenzione e continuare a far crescere questi cinque mercati, dove vediamo un enorme potenziale nel prossimo futuro. In Italia, Spagna, Danimarca e Belgio, mercati a sé stanti molto attraenti, stiamo valutando tutte le possibili opzioni strategiche per il marchio Gorillas. Con questa attenzione arriva un cambiamento nelle esigenze di personale. Abbiamo esaminato attentamente e con attenzione i nostri team rispetto ai nostri obiettivi di business focalizzati e abbiamo deciso con il cuore pesante di adeguare le dimensioni della nostra forza lavoro globale. In linea con l'attenzione alle nostre nuove priorità chiave, ai nostri principali mercati europei e al nostro percorso verso la redditività, quasi 300 membri del nostro team globale lasceranno Gorillas.”

Ecco quindi che il problema non si riscontra solo in Italia, ma anche in Belgio. I sei magazzini, due ad Anversa e quattro a Bruxelles, sono stati chiusi dal 25 giugno e i media locali hanno riferito che sono state licenziate più di 200 persone. Secondo il comunicato stampa del 24 giugno “abbiamo deciso di stipulare un accordo con la piattaforma di delivery online belga Efarmz. Come parte di questo accordo, Efarmz sta acquisendo la nostra business intelligence locale e assumerà parte del nostro personale.” In attesa invece Spagna e Danimarca.

Dalla nostra corrispondente di Londra Melania Guarda Ceccoli

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