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Dimmi come dormi e ti dirò se sei un gufo o un’allodola

La vita notturna non fa per l’uomo. Una ricerca dell’Università di Pisa rivela che chi dorme come un gufo, ossia le persone che preferiscono andare a dormire tardi, ha una peggiore risposta allo stress e una maggiore predisposizione verso comportamenti a rischio, come il fumo e il consumo di alcol. Secondo Ugo Faraguna, professore di
Dimmi come dormi e ti dirò se sei un gufo o un’allodola Dimmi come dormi e ti dirò se sei un gufo o un’allodola

La vita notturna non fa per l’uomo. Una ricerca dell’Università di Pisa rivela che chi dorme come un gufo, ossia le persone che preferiscono andare a dormire tardi, ha una peggiore risposta allo stress e una maggiore predisposizione verso comportamenti a rischio, come il fumo e il consumo di alcol.

Secondo Ugo Faraguna, professore di fisiologia all’Università di Pisa, circa il 15 per cento della popolazione sarebbe costituita da “gufi”, più attivi nelle ore notturne. Un altro 15 per cento all’opposto propende a svegliarsi molto presto e sfruttare al massimo le prime ore del giorno, le cosiddette “allodole”.

Si tratta di due classici esempi di cronotipo, ossia una sorta di profilazione di alcune importanti caratteristiche che sono facilmente identificabili monitorandone le abitudini legate al sonno.

La tecnologia

Un aiuto può arrivare dalle moderne tecnologie indossabili. Unite all’intelligenza artificiale, hanno semplificato enormemente la possibilità di monitorare parametri come la quantità di risvegli dopo l’addormentamento, il tempo totale e l’efficienza del sonno. E su questi presupposti Sleepacta, una startup spin-off dell’Università di Pisa, ha creato Dormi. Si chiama proprio “Dormi” ed è un invito ma anche un dispositivo indossabile che consente il monitoraggio continuo dei disturbi del sonno. Si tratta di un wearable capace di fornire al medico, a distanza, dati clinici attendibili e analizzabili con algoritmi certificati.

Faraguna ha fondato Sleepacta dopo un lungo trascorso a Madison a studiare la fisiologia del sonno, avendo intuito il salto di qualità racchiuso nei dispositivi wearable.

All’inizio i finanziamenti sono arrivati da SAMBA, un piccolo incubatore locale, e in parte da un crowdfunding, poi è arrivato Red Lions, un fondo di investimento di area pisana. Oggi i braccialetti diagnostici di Sleepacta si cominciano a diffondere sul mercato e allargano la loro clientela tra centri medici, ospedali e reti di farmacie. “Il nostro obiettivo è aumentare la consapevolezza dell’importanza di un buon sonno per la salute mentale, e per la salute in generale”, spiega la CEO di Sleepacta, Hannah Teichmann Prisco.

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