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Danilo, imprenditore disabile, porta le modelle in carrozzina in passerella

Danilo Ragona, 38 anni, designer e imprenditore, porta le modelle in carrozzina sulle passarelle della Milano Fashion Week. È la liberta il valore fondamentale per Danilo Ragona, 38 anni, torinese, paralizzato dalla vita in giù da quando ne aveva 21, a seguito di un grave incidente. Oggi, da imprenditore e designer, progetta carrozzine per disabili
Danilo, imprenditore disabile, porta le modelle in carrozzina in passerella Danilo, imprenditore disabile, porta le modelle in carrozzina in passerella

Danilo Ragona, 38 anni, designer e imprenditore, porta le modelle in carrozzina sulle passarelle della Milano Fashion Week.

È la liberta il valore fondamentale per Danilo Ragona, 38 anni, torinese, paralizzato dalla vita in giù da quando ne aveva 21, a seguito di un grave incidente. Oggi, da imprenditore e designer, progetta carrozzine per disabili che si ripiegano in un zaino e sono trasportabili in qualsiasi auto. Hanno ruote adatte a sabbia e neve. Sono personalizzabili, con 11 colori e migliaia di combinazioni differenti. Perché la disabilità non deve essere un limite e la carrozzina, secondo Danilo, deve diventare un "accessorio" da interpretare con il proprio stile.

La carrozzina superleggera Fixed sarà anche sulle passerelle della Milano Fashion Week, il prossimo 3 ottobre, durante la sfilata Modelle & Rotelle. 24 modelle sfileranno in piedi e in carrozzina per mostrare abiti d'alta moda e carrozzine colorate e per contribuire alla ricerca sulle lesioni midollari.

L'impresa di Danilo

Nel 2008 Danilo riesce a fondare la sua impresa, Able To Enjoy, grazie a un finanziamento di 100mila euro (di cui 70mila a fondo perduto) ricevuto dalla Fondazione Michelin: «Mentre ero in ospedale volevo uccidermi. Ma nella mia stanza c’era un ragazzo completamente paralizzato. Ho capito che potevo fare tanto» ha raccontato Ragona a Millionaire.

Come è riuscito a ottenere il finanziamento? «Nel 2005 ho vinto un concorso che mi ha consentito l'ingresso all'incubatore d'impresa del Politecnico di Torino. Lì ho ricevuto tutoraggio su aspetti importanti come la fattibilità d'impresa e la valutazione di mercato. Così sono riuscito a costruire un prototipo, presentarlo alle Paraolimpiadi di Torino 2006, depositare un brevetto. Due anni dopo ho ottenuto il finanziamento: la Fondazione Michelin aveva allora una partnership con il Politecnico e monitorava i progetti più promettenti».

Che peso ha avuto l'aiuto finanziario?

«E' stato fondamentale: altrimenti tutto sarebbe rimasto un bel sogno nel cassetto. Invece così ho sviluppato il mio progetto fino a concretizzare collaborazioni con aziende come Italia Independent di Lapo Elkann e a vincere un premio come il Compasso d'Oro».

Able To Enjoy è un'impresa sociale?

«No, anche se dovrebbe perché è attiva nel miglioramento della vita di persone disabili. Ma le nostre leggi sono sempre così complicate... Non ho mai avuto modo di verificare se ciò di cui mi occupo potrebbe rientrarvi».

INFO: www.abletoenjoy.com

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