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Così creiamo il portale che rivoluziona il recruiting

Un software che punta a rivoluzionare il modo in cui le aziende scelgono i candidati nei processi di selezione. Meritocracy è l’idea di  Alberto Manassero e Riccardo Galli, 27enni, laureati in scienze economiche alla Bocconi, provano a entrare nel mondo del lavoro, ma incontrano tante difficoltà: «Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle come il recruting in
Così creiamo il portale che rivoluziona il recruiting Così creiamo il portale che rivoluziona il recruiting

Un software che punta a rivoluzionare il modo in cui le aziende scelgono i candidati nei processi di selezione. Meritocracy è l’idea di  Alberto Manassero e Riccardo Galli, 27enni, laureati in scienze economiche alla Bocconi, provano a entrare nel mondo del lavoro, ma incontrano tante difficoltà: «Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle come il recruting in Italia sia affidato spesso a sistemi inefficienti. I candidati non sanno quasi mai nulla dell’azienda che offre lavoro e  quando invii un cv hai la sensazione di inviare un pezzo di carta nel vuoto» spiegano a Millionaire.

Allora sviluppano la loro soluzione e provano ad affermarsi in un mercato, quello del recruiting software, che nel 2015 vale 1,6 miliardi di dollari (Research and Markets): «L’idea è di creare un ambiente dove le aziende possono raccontarsi (con contenuti multimediali, foto, interviste). Così comunicano una visione chiara di ciò che le rende sul mercato e sperare di attirare così i migliori talenti».

Novità anche per i candidati: «Il software valuta complessivamente tutte le esperienze del candidato, valorizzando competenze, interessi ed aspirazioni e trovando il giusto match con le preferenze dell’azienda. Se, ad esempio, un’azienda cerca candidati con esperienze eterogenee e studi all’estero, il sistema acquisisce in automatico queste informazioni e sarà in grado di selezionare i candidati che meglio rispondono alle esigenze dei recruiter».

Riccardo e Alberto formano il team per costruire il progetto (oggi sono in cinque, ma a novembre ci saranno cinque nuove assunzioni). Investono loro risparmi e si presentano agli investitori: «Ricercare fondi, fare fund raising, è un lavoro full time. Quando abbiamo iniziato non eravamo ancora strutturati e le cose non sono andate nel migliore dei modi. Gli investitori chiedevano un po’ di dati empirici sul servizio e i clienti che lo avevano adottato. Li abbiamo raccolti, siamo tornati e le cose hanno iniziato a girare».

La loro startup riceve un primo finanziamento di 50mila euro (da Mind the Bridge Foundation e United Ventures). E poi qualche mese fa un nuovo round di 500mila euro (United Ventures) con cui il team vuole rafforzarsi in Italia e puntare al mercato estero UK: «Abbiamo 12mila utenti, 40 aziende tra cui grossi nomi come Tesla, Moleskine, Tetrapak, Samsung. Guadagniamo con le campagne di recruting che fanno le aziende. Di solito si tratta di campagne mensili che possono aumentare la visibilità di circa 10 volte rispetto a un tradizionale “Career Day” all’interno di un’università».

Riccardo e Alberto spiegano cosa insegna la loro storia.

1. Sii ambizioso. «Un finanziamento non fa un caso di successo. I nostri modelli sono Yoox, Jobrapido. L’ambizione è fondamentale. Non fermatevi al perimetro dell’Italia, guardate al mondo. Allo stesso tempo considerate le logiche di business del vostro Paese. Inutile importare modelli americani senza adattarla alla propria realtà».

2. Lavora sui dati.  «Un nostro errore all’inizio è stato quello di non essere troppo empirici. Quindi prima di andare da investitori, passate del tempo a raccogliere dati, misurare metriche e migliorare il servizio di conseguenza. Iniziate da poco, da sondaggi tra i vostri amici, familiari».

3. Individua un problema e digitalizzatalo. «Abbiamo pensato ai Career Day nelle Università che le aziende usano per individuare i migliori candidati. Hanno costi elevati per le aziende (intorno ai 2.500 euro) e non grandi ritorni. Noi abbiamo lavorato per creare un servizio più utile, rapido ed economico».

INFO: https://meritocracy.is/

Giancarlo Donadio

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