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Con l’acceleratore di CdP "Faros" Taranto riparte dal mare

Startup, risorse culturali, appuntamenti internazionali, progetti urbanistici innovativi, tutte le novità per la rinascita di una città che sembrava dimenticata.   Dopo il caso Ilva, Taranto sembrava ormai una città condannata al declino, cresciuta e divenuta sostanziale nel mondo proprio grazie a essa e alla produzione dei materiali che esportava, dopo il passaggio della siderurgica
Con l’acceleratore di CdP "Faros" Taranto riparte dal mare Con l’acceleratore di CdP "Faros" Taranto riparte dal mare

Startup, risorse culturali, appuntamenti internazionali, progetti urbanistici innovativi, tutte le novità per la rinascita di una città che sembrava dimenticata.

Dopo il caso Ilva, Taranto sembrava ormai una città condannata al declino, cresciuta e divenuta sostanziale nel mondo proprio grazie a essa e alla produzione dei materiali che esportava, dopo il passaggio della siderurgica italiana alla Arcelor Mittal, Taranto sembrava avere poche chance di ripresa. D’altro canto Taranto non possiede soltanto l’Ilva come unica ricchezza per poter essere un luogo d’incontro tra business e cultura. Sono molte infatti le iniziative lanciate dall’amministrazione pubblica con lo scopo di rilanciare la città, a partire dal mare e dalla città vecchia.

La rinascita di Taranto passa dal mare

Oltre al patrimonio culturale della città vecchia, Taranto possiede anche tutta la costa marittima che può sfruttare a suo vantaggio per costruire la propria rinascita. Infatti, è proprio dal porto e dalle esperienze fronte mare che riparte, con il progetto “Taranto Capitale di Mare”. Molto più di un semplice portale, ma un luogo di incontro tra turisti, imprenditori locali e tutta la città. Incontro al fine di creare esperienze più immersive e aiutare lo sviluppo dell’economia locale.

Riguardo invece la parte del porto e dei trasporti via mare, con l’arrivo di Costa Crociere da giugno 2023 e l’avvio di un percorso di consolidamento delle prime 7 startup di Faros, acceleratore del Cdp Venture Capital, il porto di Taranto mette a segno due risultati molto importanti. Taranto diventa, dopo Bari e Brindisi, il terzo porto della Puglia scalato dalla compagnia di crociere, fondando il primo e unico acceleratore di startup di Cdp dedicato alla blue economy.

Sono 7 le realtà accelerate da Faros, di cui 4 attualmente impegnate con progetti pilota assieme ai partner di Faros. Quattro startup, dedicate allo studio del mare e alla creazione di innovazione. Tra di loro troviamo Generma, per la produzione di energia elettrica da moto ondoso; Extesa, nella realtà aumentata per grandi applicazioni industriali; Hydronet che, assieme a Joule di Eni, sta mettendo a punto lo sviluppo di una rete di comunicazione subacquea con scambio di dati via Wi-Fi e infine Test1, che con Acciaierie d’Italia sta lavorando su una schiuma poliuretanica in grado di assorbire le fuoriuscite di idrocarburi su acqua e terra.

Ovviamente, questo progetto contribuirà alla nascita di nuove startup negli anni e già dal primo trimestre 2023 è prevista la seconda call per la selezione di nuove realtà prima dell’estate.

Altre iniziative

Ma è l’autodeterminazione dell’intera comunità a sancire la vera rinascita della città. Infatti tra le altre iniziative si possono notare importanti interventi di riqualificazione urbanistica, sono numerosi i cantieri avviati con l’obiettivo di creare una città in grado di stare al passo con i tempi, capace di sfruttare il proprio patrimonio culturale e incentivando l’arrivo invece della partenza, con nuovi cittadini e nuove imprese che ricostruiranno l’intero tessuto socio-economico della città.

Tra le idee proposte, vi sono anche la nascita di un “quartiere della creatività” nell’Isola Madre, ispirato al modello del Design District di Londra e la progettazione di un asse viario per ricucire città e porto ispirato alla Rambla di Barcellona.

Oltre a una partnership pubblico-privata che sta evolvendo nell’idea della realizzazione di una Biennale del Mediterraneo per promuovere la città e la sua storia a livello nazionale e internazionale, oltre al piano di riqualificazione del Quartiere Tamburi, il quartiere più a ridosso dello stabilimento siderurgico, dove l’ente civico ha già affidato la progettazione di una foresta urbana.

Non manca, infine, anche il tentativo di rendersi visibile con il lancio di un bando per "Case a 1 euro", anche se è un esperimento ancora di piccole dimensioni.

Un percorso di trasformazione che produrrà segni di cambiamento evidenti, in linea con una visione di futuro incentrata sulla diversificazione di una economia ripensata in funzione del turismo, della cultura e di realtà imprenditoriali innovative e sostenibili.

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