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Hsbc acquisisce SVB UK. Cosa è successo e quali sono i rischi del più grande fallimento bancario dalla crisi del 2007.   Lo scorso weekend ha avuto luogo l’acquisizione della Silicon Valley Bank UK da parte del gruppo gruppo Hsbc. La transazione è stata conclusa con l’acquisizione della stessa per la modica cifra di 1
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Hsbc acquisisce SVB UK. Cosa è successo e quali sono i rischi del più grande fallimento bancario dalla crisi del 2007.

Lo scorso weekend ha avuto luogo l’acquisizione della Silicon Valley Bank UK da parte del gruppo gruppo Hsbc. La transazione è stata conclusa con l’acquisizione della stessa per la modica cifra di 1 sterlina. Per cercare di rassicurare i mercati e limitare i danni, le autorità finanziarie britanniche hanno agito con urgenza per tutto il fine settimana. L’acquisizione, che è stata facilitata dalla Banca d’Inghilterra in consultazione con il Tesoro del Regno Unito, ha l’obiettivo di proteggere i depositi dei clienti di Svb nel Regno Unito, ha esplicitamente spiegato il Tesoro in una nota. A seguito del crollo avvenuto lo scorso venerdì infatti, il Tesoro britannico si sarebbe istantaneamente adoperato per proteggere i depositi del Regno Unito e attraverso la collaborazione di Hsbc è riuscita a salvare la filiale britannica di SVB: “Da oggi i clienti di SVB UK potranno nuovamente accedere ai loro depositi e ai servizi bancari normalmente” ha dichiarato il Tesoro. Al 10 marzo scorso, SVB Uk aveva prestiti per circa 5,5 miliardi di sterline e depositi per circa 6,7 miliardi. “L’acquisizione rafforza il nostro franchising bancario commerciale e migliora la nostra capacità di servire aziende innovative e in rapida crescita nel Regno Unito e a livello internazionale”, ha dichiarato Noel Quinn, ceo di Hsbc Group.

Le cause del fallimento

Dato che la domanda di credito era bassa, la banca ha iniziato a investire i depositi in titoli che permettevano di ottenere una buona remunerazione. In altre parole, la banca ha investito in obbligazioni a lungo termine, che pagavano cedole e tassi più alti, perché incorporano il rischio che il lungo tempo comporta. I problemi però sembrano essere iniziati quando, per colpa dell’inflazione, la Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi di interesse. Questo ha portato il settore tecnologico in enorme difficoltà, obbligando SVB a dover far fronte alle pressanti richieste di contate che non aveva. La situazione ha portato la banca a effettuare vendite di obbligazioni a lungo termine per 21 miliardi di dollari, annunciando anche un aumento di capitale di 2,25 miliardi, per rafforzare il capitale a seguito delle perdite causate dalla crisi del settore tecnologico. Una mossa che non è stata ben vista dagli investitori. Dopo l’annuncio, i partner delle più importanti venture, tra cui Peter Thiel, avrebbero infatti contattato le società in portafoglio della banca, invitandole alla cautela o addirittura a ritirare i propri fondi. Questa operazione ha portato, per Silicon Valley Bank (SVB), ad una perdita da 1,8 miliardi di dollari. Una cifra davvero importante, per una banca con una capitalizzazione da 6 miliardi di dollari.

Si tratta del più grande fallimento bancario dalla grande crisi finanziaria globale del 2007-2008. Una tempesta della durata di una settimana che ha fatto tremare le Borse mondiali. I titoli bancari sono caduti in tutto il mondo, mandando in rosso i listini da Wall Street, che ha perso l’1,07% al Down Jones e l’1,75% al Nasdaq, fino a Milano che invece ha totalizzato una perdita dell’1,55%. Secondo le quotazioni sul Nasdaq, giovedì scorso la banca californiana aveva totalizzato una perdita del 60,4%, aumentato a –68% prima dell’apertura di Wall Street venerdì 10 marzo.

Cosa rischiamo noi

Il crollo ha agitato non poco i mercati, allarmati per un possibile effetto contagio e spaventati dall’ipotesi che il fallimento possa essere una nuova “Lehman Brothers”. Gli analisti smentiscono uno scenario di questo tipo, tuttavia il fallimento di SVB avrebbe trascinato in negativo i listini europei: alcuni titoli bancari hanno infatti totalizzato un calo fino al –4,58%. Sulla scia del crollo di Svb, anche l’indice Stoxx 600 Banks europeo è sceso di circa l’1%, pesando sugli istituti bancari europei e italiani. 

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