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Come vincere sul Web (consigli di Rosa Giuffrè, esperta di comunicazione)

Rosa Giuffrè, 39 anni, aiuta le aziende e le PMI a comunicare meglio sul Web e sui social network. Laurea in comunicazione aziendale e marketing, con un passato come art director e responsabile di comunicazione, si è messa in proprio con un blog (http://www.futurosemplice.net/) e con un libro Cambia testa e potenzia la tua azienda
Come vincere sul Web (consigli di Rosa Giuffrè, esperta di comunicazione) Come vincere sul Web (consigli di Rosa Giuffrè, esperta di comunicazione)

Rosa Giuffrè, 39 anni, aiuta le aziende e le PMI a comunicare meglio sul Web e sui social network. Laurea in comunicazione aziendale e marketing, con un passato come art director e responsabile di comunicazione, si è messa in proprio con un blog (http://www.futurosemplice.net/) e con un libro Cambia testa e potenzia la tua azienda con la cultura digitale.

Piccole aziende che vogliono sfruttare il Web? Da dove partire?

«La prima cosa prima di partire, è fare un’analisi della propria situazione: “Chi siamo? Dove stiamo andando? Chi sono i nostri competitor? Abbiamo le competenze giuste per affermarci sul Web?”. È una fase necessaria che consiglio a tutti, prima di investire un euro. Un esempio, se lavoro sulle newsletter ma per disorganizzazione interna rispondo alle email di un cliente dopo 10 giorni, sto solo buttando i miei soldi».

E poi cosa fare?

«Riorganizzare l’azienda in ottica digitale. Investire in tecnologie, migliorare la comunicazione interna. Spesso in molte aziende, un dipendente non sa cosa fa l’altro. Si lavora in modo scollegato. Un’azienda che vuole riuscire sul Web deve innanzitutto cambiare mentalità. E partire dall’interno per poi proporsi all’esterno. Poi si decide un budget. Che è variabile. Si può partire da 2mila euro per un sito Internet e un blog. Ma è un investimento minimo. La cosa positiva è che sul Web si può spendere in modo scalabile, rispetto agli obiettivi e ai tempi per realizzarli».

Blog, social, sito, per chi inizia si trova di fronte a una grande confusione. Come fare a chiarirci le idee?

«Bisogna partire dalla casa che deve essere accogliente. In questo il sito Internet è fondamentale. Facile da leggere e da utilizzare. E poi collegare a esso un blog che sappia raccontare l’azienda e offrire contenuti di valore (di utilità) ai lettori. A questo punto posso approcciarmi al mondo dei social e trovare quello più adatto al mio business (se sono un b2c la pagina Facebook, b2b c’è LinkedIn, e così via). Non devo utilizzarli tutti. Bisogna analizzare le metriche e insistere solo su quelli che sono utili ai nostri scopi. Altrimenti, è una perdita di tempo e soldi. Uno dei miei più grandi successi come consulente è quando un cliente mi ha detto di avere eliminato la sua pagina Facebook, perché si era reso conto che non portava risultati».

Come raccontarsi?

«Oggi lo story telling è un termine molto inflazionato. Nel libro parlo di racconto narrativo aziendale. La chiave è non concentrarsi sul futuro, ma tornare al passato. Un esempio, se vendo una sedia, non devo limitarmi a descrivere come è fatta, ma raccontare da dove proviene il legno da cui è stata ricavata. Magari lo stesso legno è ricavato da un posto dove trascorrevo del tempo con mio nonno. Insomma, raccontare per creare emozioni. Se un prodotto non è narrato oggi, non esiste. Poi abbiamo la fortuna di produrre in Italia, e quindi i prodotti sono associabili al Made in Italy, che è un brand riconosciuto nel mondo. Sfruttare anche la genuinità a cui gli stranieri lo associano».

Una strategia per catturare gli utenti e trasformarli in clienti?

«Da una parte, devi offrire contenuti di valore, puntando all’emotività o all’utilità. Poi una volta che lo hai portato sul tuo sito, puoi sfruttare il fattore “Wow”. Per esempio, se ti scrive per avere info e riceve una tua chiamata subito, o una tua email di risposta, è probabile che la sua reazione sarà positiva. Magari sei stato più veloce degli altri competitor a cui ha fatto la stessa richiesta, e in questo caso hai vinto».

Errori da non fare?

«Sono tre i principali. Il primo è di usare il Web e i social come un canale promozionale tradizionale. Promuovere solo se stessi, la propria azienda, senza coinvolgere il consumatore, farlo sentire protagonista. Il secondo, è essere un imprenditore troppo accentratore. Devi scegliere chi si occupa di comunicazione nella tua azienda e farlo lavorare con serenità, senza voler per forza controllare e gestire tutto in prima persona. Il terzo è affidarsi a consulenti senza interessarsi a quello che fanno. E ancor di più acquistare pacchetti con tutto incluso (sito Web, posizionamento sui motori di ricerca) che spesso più che pacchetti sono un pacco. Un imprenditore che vuole evitare di farsi prendere in giro, deve, innanzitutto, avere una discreta infarinatura della comunicazione digitale. Informarsi e stare al passo, è necessario per evitare brutte sorprese».

Vuoi saperne di più? Rosa Giuffrè sarà nostra ospite all’evento “Il bello di chi fa impresa” (Spazio Copernico, 26, 27 maggio). Scarica qui il calendario con tutti gli ospiti e gli interventi: http://millionaire.it/millionaireexpo-levento-per-chi-ama-fare-impresa-il-programma/

Giancarlo Donadio

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