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«Come vendo il gelato agli islandesi»

Il gelato a Reykjavik c’era, ma non era nulla di paragonabile a quello italiano. Così Michele Gaeta, arrivato in Islanda due anni e mezzo fa da Bologna, dove aveva un’attività avviata (sviluppava e vendeva in tutta Europa componenti per bici da competizione), ha deciso di pensarci lui. A maggio 2020 ha aperto la gelateria Gaeta,
«Come vendo il gelato agli islandesi» «Come vendo il gelato agli islandesi»

Il gelato a Reykjavik c’era, ma non era nulla di paragonabile a quello italiano. Così Michele Gaeta, arrivato in Islanda due anni e mezzo fa da Bologna, dove aveva un’attività avviata (sviluppava e vendeva in tutta Europa componenti per bici da competizione), ha deciso di pensarci lui. A maggio 2020 ha aperto la gelateria Gaeta, trasformando il suo cognome in un brand. Gusti più richiesti: cassata, cannolo siciliano, torrone, caramello salato e Oreo. Il gelato costa da 3,50 a 8 euro.

Perché lasciare Bologna per Reykjavik?

«Avevo voglia di cambiare aria. E di farlo in un posto estremo. Avevo visitato l’Islanda qualche anno prima e ne ero rimasto affascinato. Ancor prima di partire dall’Italia ho trovato un lavoro, in un centro termale, ma dopo un anno il desiderio imprenditoriale si è rifatto vivo. E in Islanda mancava il buon gelato italiano».

Hai dovuto imparare un nuovo mestiere?

«Non sapevo nulla di gelato, ma il migliore che conoscessi lo preparava una gelateria a Monte San Pietro, vicino Bologna. Si chiama La Carapina ed è un’azienda famigliare che produce per sé e per i ristoranti della zona. Mi sono rivolto a loro e ho proposto una jointventure. L’investimento è stato di alcune centinaia di migliaia di euro».

Come funziona?

«Mi hanno fatto conoscere i loro fornitori e insegnato i segreti della preparazione, io ricambio con parte degli introiti. Macchine Carpigiani, materie prime che vengono dall’Italia, ma il latte e la panna vengono dalle vacche islandesi che sono molto sane… il gelato che ne scaturisce è buonissimo».

Com’è andata?

«Nonostante abbia aperto in piena pandemia, la voce si è sparsa rapidamente, la comunità qui è piccola, con gelateria piena e fi la fuori. Poi sono arrivati i primi turisti. Ho reinvestito i profitti e a settembre 2020 ho aperto un altro punto vendita nella capitale. Nei prossimi mesi conto di aprirne altri in altre città del Paese». Info: https://gelato.is

Tratto dall'articolo "In Islanda non fa freddo" pubblicato su Millionaire di settembre 2021. Per acquistare l'arretrato, scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

L'apertura dell'articolo pubblicato su Millionaire di settembre 2021

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