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Come trovare il nome giusto del tuo business

Come battezzare la tua impresa e non fare errori? Ecco qualche consiglio… 1. Per un prodotto Breve e che funzioni «Deve essere breve, facile da ricordare, pronunciare e scrivere, ricco di evocazioni positive e coerenti col posizionamento» spiega Alberto Cellotto, marketing manager e autore del blog dedicato al naming Alce (http://albertocellotto.blogspot.it). Qualcuno potrebbe rivolgersi a
Come trovare il nome giusto del tuo business Come trovare il nome giusto del tuo business

Come battezzare la tua impresa e non fare errori? Ecco qualche consiglio…

1. Per un prodotto

Breve e che funzioni

«Deve essere breve, facile da ricordare, pronunciare e scrivere, ricco di evocazioni positive e coerenti col posizionamento» spiega Alberto Cellotto, marketing manager e autore del blog dedicato al naming Alce (http://albertocellotto.blogspot.it). Qualcuno potrebbe rivolgersi a uno dei generatori automatici di nomi online (http://goo.gl/Ags4SE), però nemmeno questa potrebbe essere la soluzione. «Il nome non deve piacere, ma funzionare. Ci si deve chiedere a cosa servirà.Tra i compiti fondamentali: personalizzare il progetto, per individuare e crearne un carattere. Altro compito è facilitare la comunicazione: un nome giusto è l’inizio della storia del mio prodotto. Infine, va pensato a lungo termine per reggere il peso degli anni » precisa Béatrice Ferrari (www.beatriceferrari.com), consulente di brand naming.

2. Per un’App

Controlla il significato in tutte le lingue Regola 1: quando ci si presenta a un mercato internazionale come quello delle App è fondamentale informarsi sul significato del nome scelto in altre lingue. «Ha sollevato ironia il caso di Microsoft che ha denominato Inkulator una App» annota Cellotto. Il lavoro di ricerca deve essere intensissimo. Racconta a Millionaire Daniel Hasselberg, inventore del gioco Ruzzle: «Abbiamo selezionato 100 nomi diversi. Poi ne abbiamo cercato uno senza significato, per poterglielo assegnare noi, e che fosse anche unico, così da avere un hashtag efficace su Twitter». Regola 2: controllare l’esistenza di marchi già registrati, il nome deve essere libero come “marchio di proprietà”. Regola 3: registrarlo. «La registrazione di un nome può costare poco, intorno a 500 euro in Italia in una classe merceologica specifica, con un deposito che dà la proprietà esclusiva sul nome per 10 anni rinnovabili all’infinito (www. uibm.gov.it). Si devono però fare ricerche di disponibilità nelle merceologie e nei Paesi di attività. I costi lievitano: alcuni budget vanno ben sopra i 100mila euro. Oltre a multe salatissime previste nel caso di uso di nome altrui, il rischio è di riprendere il progetto da capo» sottolinea Ferrari.

3. Per un sito

Meglio non usare nomi con trattino

Obiettivo: comparire nella prima pagina delle ricerche Internet. Ma come riuscirci? «Si parte da una parola-nome libera e si costruisce attorno un marchio. Per esempio Segugio.it, sito di comparazione di assicurazioni, mutui, prestiti, rende benissimo la promessa di scovare le migliori soluzioni. Attenti invece ai nomi con numeri all’interno o con il trattino separatore» prosegue Cellotto. La fluidità del mondo digitale impone anche considerazioni più ampie. «Zalando e Amazon sono nomi molto forti e distintivi: cosa ci dicono del servizio offerto? Niente. Sono internazionali, facili da pronunciare, per nulla simili ai concorrenti. Hanno personalità. Booking e Trovit sono più deboli: si sono costruiti notorietà perché i servizi offerti sono ottimi, ma sono generici» aggiunge Ferrari.

4. Per una Startup

Ci vuole coraggio

La prima considerazione da fare: è bene sapere se stiamo nominando una ragione sociale che si ramificherà in vari prodotti o se l’azienda diventerà anche azienda-prodotto (per esempio Barilla). Poi bisogna avere il coraggio di esporsi, come ha fatto la Apple a suo tempo. Importante poi capire se la strategia di comunicazione userà il Web come canale principale. In questo caso il nome deve essere buono per i motori di ricerca, facilmente memorizzabile e digitabile» commenta Cellotto. Innumerevoli le tecniche per inventarsi una novità, dagli acronimi (Ikea) alle affermazioni (7 For All Mankind) alla geografia (eBay per Baia dell’est) ai soprannomi (Adidas è il diminutivo del fondatore Adolf Dassler). «Ricordiamoci che un nome può essere simbolico: Yahoo! e Skype non sono descrittivi, eppure...» conclude Ferrari.

Le 5 regole di Meerman, guru americano della comunicazione

1. Evita nomi comuni, così come quelli già molto noti e usati per film o libri: obiettivo è arrivare primo nelle ricerche online. 2. Quando si inventa un nome, attenzione a eccentricità e pronunciabilità. 3. Unisci due parole: così spesso si creano abbinamenti intriganti, come SurveyMonkey (scimmia ricerca in inglese). 4. Buoni risultati si ottengono con uno spelling alternativo (Flickr è la contrazione di flicker, scintillio in inglese). 5. Gioca con la sostituzione alfabetica. Per battezzare uno yogurt confezionato in un tubetto, per esempio, sostituendo la y si ottiene “GoGurt”. La tecnica è suggerita dal consulente creativo Sam Horn (http:// samhorn.co)

Maria Spezia

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