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Come aprire un negozio alla spina (5 step)

Si moltiplicano i negozi che vendono prodotti sfusi, alla spina. Ai clienti piacciono: vedono il prodotto così com’è senza imballaggi. Lo provano e fanno economia (secondo Federconsumatori, il risparmio sui prodotti senza confezioni è di 70 euro al mese, quasi 850 euro l’anno). E, soprattutto, possono contribuire al benessere del Pianeta. Vediamo come aprirne uno
Come aprire un negozio alla spina (5 step) Come aprire un negozio alla spina (5 step)

Si moltiplicano i negozi che vendono prodotti sfusi, alla spina. Ai clienti piacciono: vedono il prodotto così com’è senza imballaggi. Lo provano e fanno economia (secondo Federconsumatori, il risparmio sui prodotti senza confezioni è di 70 euro al mese, quasi 850 euro l’anno).

E, soprattutto, possono contribuire al benessere del Pianeta.

Vediamo come aprirne uno in cinque step con i consigli di esperti.

1. Conviene un negozio alla spina?

Sì. Il negoziante abbina etica e business. «Chi apre un negozio si inserisce in un settore in sviluppo che non risente della crisi» spiega Cinzia Vaccaneo, presidente di Rinova, l’azienda che ha sviluppato il format

Negozio Leggero con Ecologos, ente di ricerca che analizza filiere produttive.

2. Dove aprire?

L’ideale è una via con traffico pedonale. Le vetrine mostrano gli erogatori e attirano la clientela: «Abbiamo aperto a Torino cinque anni fa. Dopo un anno e mezzo siamo partiti con la rete, che oggi conta 10 punti vendita, quattro di proprietà e sei in franchising. Apriamo in grandi città o in centri vivaci con sensibilità ecologica. Prima di ogni apertura, facciamo uno studio preliminare e inseriamo fornitori locali» sottolinea Cinzia Vaccaneo.

3. Che cosa offrire?

Molti partono con detersivi e detergenti. Ma si può proporre di tutto: alimentari (riso, pasta, cereali, legumi, farine, spezie, erbe, frutta e verdura, prodotti da forn, uova, vino, latte). Pet food (promettente frontiera), profumi, cosmetici… Per distinguersi dalla Gdo, le botteghe puntano sulla qualità: km zero, filiera controllata, bio.

4. Quanto può rendere?

Un negozio può arrivare al pareggio in due, tre anni. Negozio Leggero prospetta un fatturato medio, nel primo anno di 200mila euro: «Può crescere. L’affiliato ha un margine medio sul prodotto del 50%. Alcuni prodotti permettono un margine più alto, fino al 70%. Il negoziante indipendente si accorda con i produttori, spuntando in alcuni casi i margini più alti. Promozioni in negozio, come la prenotazione della cassetta con prodotti freschi, settimanale».

5. Burocrazia. Cosa fare?

Chi vende alimenti alla spina (non detersivi) non deve avere il Rec Haccp (o Spab, somministrazione di bevande e alimenti al pubblico), che si ottiene con un corso di 120 ore presso la Camera di commercio. Adempimenti: firma digitale, posta elettronica con certificazione, iscrizione Registro Imprese, apertura Partita Iva, iscrizione Inps conto fiscale, iscrizione Inail. Poi, in Comune: Comunicazione e autorizzazione all’avvio di attività commerciali, Dichiarazione di inizio attività nel settore alimentare, Licenza per la vendita di prodotti alcolici (Utf) e adempimenti alle norme sull’agibilità dei locali (Asl) e sul rischio.

Per saperne di più: Come avviare un negozio di prodotti fusi e alla spina (39 euro, http://www.startupimpresa.it/).

 INFO: http://www.negozioleggero.it/

Vuoi saperne di più sul business dei negozi alla spina? Leggi l’articolo di Silvia Messa su Millionaire giugno 2014.

Redazione

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