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Charlotte, 24 anni, inventa la Uber dei disabili

Charlotte de Vilmorin, 24 anni,  francese, vive su una sedia a rotelle da quando è nata. Durante un viaggio in Florida cerca un macchina adatta al trasporto per disabili per spostarsi da un posto all’altro, ma non c’era nulla di simile: «È allora che pensando a Uber ho creato un servizio per mettere in contatto
Charlotte, 24 anni, inventa la Uber dei disabili Charlotte, 24 anni, inventa la Uber dei disabili

Charlotte de Vilmorin, 24 anni,  francese, vive su una sedia a rotelle da quando è nata. Durante un viaggio in Florida cerca un macchina adatta al trasporto per disabili per spostarsi da un posto all’altro, ma non c’era nulla di simile: «È allora che pensando a Uber ho creato un servizio per mettere in contatto i proprietari di auto pensate per il trasporto di persone in carrozzelle con chi ne ha bisogno» racconta a Le Figaro.

Impiegata in un’agenzia di comunicazione e blogger (racconta con ironia gli ostacoli che una persona con disabilità incontra ogni giorno) parla online della sua idea. Uno dei suoi lettori, Rémi Janot, si appassiona al suo progetto e decide di aiutarla a realizzarlo: «Il mercato dei veicoli per il trasporto dei disabili è in mano ai privati: solo in Francia ce ne sono più di 100mila, ma spesso sono parcheggiati e non utilizzati. Questi mezzi costano un mucchio di soldi: tra i 20mila e i 50mila euro. Anche le aziende che li noleggiano hanno costi alti: da 80 a 180 euro al giorno».

L’idea è semplice: un portale per mettere in contatto  i privati che hanno auto adatte con gli utenti: loro possono guadagnare e le persone con disabilità usufruire di un servizio più economico: 50 euro per tutta la giornata con il portale che trattiene il 30%.

Per cercare i soldi necessari per l’avvio si presenta in banca. Ma gli impiegati non sembrano dare molto credito a una persona in carrozzella: «”Siete sicura che volete un prestito per un’azienda?” mi chiedevano con una punta di sarcasmo. Insomma, ero poco credibile perché in carrozzella».

Ma Charlotte non demorde e sceglie di chiedere aiuto al Web: «La cultura del Web ha fatto cadere le barriere. Ci siamo rivolti a un sito di crowdfunding (Kiss Kiss Bank Bank, ndr) e abbiamo raccolto più di 20mila euro».

Oggi Wheeliz può contare su 120 vetture e 900 persone registrate alla piattaforma. È attivo nelle città di Parigi, Nantes e Bordeaux. E Charlotte pensa di estendere il progetto: «L’obiettivo è di arrivare presto a 500 veicoli ed espanderci partendo dal Canada e dalla Turchia».

 

INFO: https://www.wheeliz.com/en

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