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Caro affitti, gli under 40 ormai considerano il co-living come la nuova normalità.

Gli italiani tra i 23 e i 40 anni si trovano ad affrontare una sfida sempre più pressante: l’accesso alla casa. I prezzi alle stelle degli immobili, uniti alla precarietà economica e lavorativa, rendono il sogno di una casa di proprietà per molti un miraggio lontano. In questo scenario, la coabitazione, un tempo vista come
Caro affitti, gli under 40 ormai considerano il co-living come la nuova normalità. Caro affitti, gli under 40 ormai considerano il co-living come la nuova normalità.

Gli italiani tra i 23 e i 40 anni si trovano ad affrontare una sfida sempre più pressante: l'accesso alla casa. I prezzi alle stelle degli immobili, uniti alla precarietà economica e lavorativa, rendono il sogno di una casa di proprietà per molti un miraggio lontano. In questo scenario, la coabitazione, un tempo vista come una soluzione temporanea, sta assumendo i contorni di una scelta di vita duratura.

Un quadro preoccupante: tra precarietà e barriere all'acquisto

Secondo la ricerca "Collaborare e abitare. Il diritto alla casa nelle metropoli per le nuove generazioni", realizzata da Fondazione G. Feltrinelli con il supporto di Fondazione Cariplo, ben il 42% degli under 40 in affitto considera la precarietà economica e lavorativa come un fattore determinante nella scelta di affittare una casa. Un dato che rivela la difficoltà per i giovani di costruire un futuro stabile e di programmare l'acquisto di un'abitazione.

A questa precarietà si aggiunge l'ostacolo rappresentato dalle barriere di reddito: per il 42% degli intervistati, infatti, il costo elevato degli immobili rende impossibile accedere al mercato immobiliare. Una situazione che spinge molti giovani a ripiegare su soluzioni alternative, come la coabitazione.

Coabitare: non solo una soluzione temporanea

La coabitazione, intesa come condivisione di uno spazio abitativo con altre persone, non è più vista solo come una fase transitoria verso l'indipendenza. Per molti under 40, rappresenta una scelta consapevole e duratura, un modo per ottimizzare le risorse e vivere in modo più sostenibile.

L'indagine condotta da Fondazione G. Feltrinelli evidenzia un crescente interesse verso l'abitare collaborativo: il 41% dei giovani intervistati si dichiara interessato a sperimentare questa modalità abitativa. Un dato che conferma l'emergere di nuovi modelli di convivenza, basati sulla collaborazione, sulla condivisione e sulla mutualità.

Verso un futuro di coabitazione diffusa?

L'interesse verso l'abitare collaborativo apre nuove prospettive per il futuro dell'abitare. La coabitazione potrebbe diventare una soluzione strutturale per molte famiglie e individui, contribuendo ad alleviare il problema dell'accesso alla casa e a promuovere modelli di vita più sostenibili e inclusivi.

Tuttavia, per favorire la diffusione dell'abitare collaborativo è necessario un impegno da parte delle istituzioni e degli operatori del settore. Occorre creare le condizioni affinché questa scelta sia accessibile e sicura, promuovendo progetti di cohousing e favorendo la nascita di reti di supporto per i coabitanti.

Perché se è vero che comprare casa è proibitivo e affittare non da meno, è anche vero che ci sono ancora poche soluzioni di co-living organizzate in modo da essere flessibili e al tempo stesso stabili e ci sono non poche aree 'grigie' a livello normativo.

Il futuro dell'abitare è nelle mani delle nuove generazioni

La ricerca "Collaborare e abitare" offre un quadro preoccupante della situazione abitativa dei "giovani" italiani, ma allo stesso tempo apre nuove prospettive per il futuro. L'emergere di modelli di coabitazione fluidi e collaborativi rappresenta un'opportunità per ripensare il modo di vivere gli spazi abitativi e per costruire città più inclusive e sostenibili.

Il futuro dell'abitare è nelle mani delle nuove generazioni, pronte a sperimentare nuove modalità di convivenza e a ridefinire i confini della casa. Un futuro che si preannuncia ricco di sfide, ma anche di grandi opportunità.

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