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Blocco chiamate spam, Il Garante della Privacy ci riprova

Dopo il Registro Pubblico delle Opposizioni, arriva il codice di condotta per imprese e call center. L’obiettivo stavolta non sarà quello di bloccare le attività degli operatori di call center, ma di intercettare e colpire gli operatori irregolari, al fine di tutelare la privacy degli utenti. Numerosi sono i tentativi fatti finora per cercare di
Blocco chiamate spam, Il Garante della Privacy ci riprova Blocco chiamate spam, Il Garante della Privacy ci riprova

Dopo il Registro Pubblico delle Opposizioni, arriva il codice di condotta per imprese e call center. L’obiettivo stavolta non sarà quello di bloccare le attività degli operatori di call center, ma di intercettare e colpire gli operatori irregolari, al fine di tutelare la privacy degli utenti. Numerosi sono i tentativi fatti finora per cercare di limitare le chiamate, ma niente sembra funzionare. Le regole del codice di condotta, secondo le associazioni di consumatori, dovrebbero arrivare dove il Registro Pubblico delle Opposizioni non è riuscito. 

La definizione dei ruoli e delle responsabilità; le verifiche (con audit e controlli a campione) da parte dei committenti sul lavoro degli operatori; la costituzione a più livelli di black list con i numeri delle persone che non vogliono essere chiamate; l’obbligo di acquisire un consenso specifico della persona chiamata a raccogliere i dati per le diverse finalità e l’attenzione alla legittimità dell’acquisizione iniziale dei dati con tanto di sanzione in caso di contatto illegittimo, sono alcuni degli strumenti messi in campo dal nuovo codice di condotta. 

Il nuovo codice arriva solo a pochi mesi di distanza in soccorso al vecchio cugino, ma in cosa consiste e quali sono le principali differenze con la prima soluzione proposta?

Registro delle opposizioni vs Codice di condotta

Se il Registro era stato pensato per bloccare qualsiasi chiamata di telemarketing, cancellando tutti i consensi dati nel momento in cui l’utente andava a iscriversi all’interno della piattaforma, il codice di condotta rappresenta invece uno strumento volontario, che contiene prescrizioni che si applicano a chi decide di aderire. Ma perché c’è bisogno del nuovo codice? Stando al numero di segnalazioni di violazione arrivate al Garante della Privacy, il Registro delle Opposizioni non sembra aver dato i risultati sperati. Più di 3 mila segnalazioni in soli tre mesi. In molti hanno dichiarato di aver iniziato a ricevere addirittura più telefonate di prima. Ma cosa è andato storto? 

Innanzitutto, gli utenti iscritti risultano essere soltanto una minoranza, 4,5 milioni di telefoni cellulari su una platea di circa 100 milioni. Ma oltre a questo, resta il fatto che il Registro considerava soltanto gli “operatori regolari” che prima di avviare una campagna di telemarketing consultavano il database del Registro, ovvero 921 committenti aderenti, su una folta platea di operatori irregolari che compongono un sottobosco di soggetti non inclusi nei registri. Tra i quali quasi 6mila iscritti al registro degli operatori di comunicazione e difficili da rintracciare, anche perché lavorano con numeri “mascherati”.

“È per mettere fuori gioco questi operatori irregolari che è stato elaborato il nuovo codice di condotta” spiegano da Assocontact. Si tratta di uno strumento che rafforza il controllo reciproco tra gli attori della filiera sulla gestione dei dati. Un insieme di regole pensate per garantire il rispetto delle norme privacy “dal contatto al contratto”. Vale a dire, dal primo contatto con la persona chiamata e poi lungo tutta la “filiera” del telemarketing, fino alla eventuale stipula del contratto.

Pareri discordanti

Ma c’è anche chi la pensa diversamente: secondo l’Unione Nazionale dei Consumatori, sarebbe un’iniziativa inutile in quanto prevede la responsabilità solidale tra committente e operatori, emessa già dalla legge 5/2018. Secondo l’associazione invece, occorre agire sulle sanzioni per far uscire dal mercato gli operatori illegali: “la telefonata a un iscritto al Registro delle Opposizioni deve essere considerata pratica commerciale scorretta, sanzionabile anche dall’Antitrust, oltre che dal Garante privacy; e poi servono indennizzi automatici per i consumatori molestati.”

Se funzionerà non è dato saperlo finché non sarà ufficialmente attivo. Intanto si cerca di fare più in fretta possibile, per riuscire a pubblicare già dalle prossime settimane il nuovo codice in Gazzetta Ufficiale.

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