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Il Ceo di Bitpanda: «Quando fai una cosa che non è mai stata fatta, la prima reazione è sempre: “Non si può”»

A marzo 2021, grazie a un investimento di 170 milioni di euro, ha raggiunto lo status di unicorno (primo unicorno austriaco). Ad agosto un ulteriore round di 263 milioni di dollari, guidato da Valar Ventures, il fondo di venture capital di Peter Thiel, ne ha fatto schizzare la valutazione a 4,1 miliardi di dollari. Stiamo
Il Ceo di Bitpanda: «Quando fai una cosa che non è mai stata fatta, la prima reazione è sempre: “Non si può”» Il Ceo di Bitpanda: «Quando fai una cosa che non è mai stata fatta, la prima reazione è sempre: “Non si può”»

A marzo 2021, grazie a un investimento di 170 milioni di euro, ha raggiunto lo status di unicorno (primo unicorno austriaco). Ad agosto un ulteriore round di 263 milioni di dollari, guidato da Valar Ventures, il fondo di venture capital di Peter Thiel, ne ha fatto schizzare la valutazione a 4,1 miliardi di dollari. Stiamo parlando di Bitpanda, piattaforma di investimento digitale fondata a Vienna da Eric Demuth, Paul Klanschek e Christian Trummer che, attraverso un’app facile da usare, permette di investire in criptovalute, azioni frazionate e metalli preziosi, a partire da qualsiasi capitale. L’idea è quella di rendere gli investimenti alla portata di tutti.

Arrivata qualche mese fa anche in Italia (il country manager è Orlando Merone), è una delle fintech che cresce più velocemente in Europa: ha oltre 600 dipendenti (arriveranno presto a 800), 3 milioni di utenti e ricavi che nel 2021 sono aumentati di 7 volte rispetto all’anno precedente.

«Tutto è iniziato nel 2013, quando io e Paul ci siamo conosciuti tramite amici comuni, entrambi eravamo intenzionati a costruire una piattaforma per acquistare criptovalute» ci ha raccontato il Ceo Eric Demuth, che abbiamo incontrato a Milano.

«Avevamo bisogno di un ingegnere e attraverso il gruppo Bitcoin Austria abbiamo conosciuto il nostro terzo co-founder. I primi tempi eravamo come una piccola famiglia, abbiamo fatto tutto da soli, investendo i nostri risparmi. Una volta pronti per andare online, abbiamo fondato la società».

Bitpanda diventa profittevole già nel 2016, ma nel 2019 decide un cambio di strategia.

«Volevamo offrire altri strumenti oltre alle criptovalute, costruire una società di investimento aperta a tutti. Il primo step è stato fornire la possibilità di acquistare azioni frazionate e garantire un trading 24 ore su 24. Abbiamo lavorato due anni e mezzo per ottenere tutti i permessi dalle autorità, è stato un lavoro molto duro».

Le difficoltà, a detta di Eric, sono quotidiane, perché leggi e regolamenti sono stati fatti prima dell’avvento di Internet.

«Quando fai una cosa che non è mai stata fatta prima, tutti ti dicono “non si può fare”. Nessuno ha voglia di cambiare le cose. Occorre continuamente spiegare che invece si può fare. Si può aprire una nuova strada, spianare un sentiero».

Nel 2021 Bitpanda ha concluso un accordo con Fabrick del Gruppo Sella che consentirà di integrare i prodotti presenti in Bitpanda nell’offerta delle banche aderenti.

Consigli per chi volesse intraprendere la vostra strada?

«Concentratevi sul prodotto. Nei primi 3 anni e mezzo della nostra startup non avevamo assunto nessuno nel marketing, non andavamo agli eventi, non facevamo networking: avremmo perso troppo tempo. E nella scelta degli investitori: selezionate molto bene quelli che possono accompagnarvi nel lungo termine, che conoscono già il settore e possono supportarvi sia con le loro competenze sia con il networking».

Info: www.bitpanda.com/it

Tratto dall'articolo "Da risparmiatori a investitori: c’è molto da fare (e spazio)" pubblicato su Millionaire di novembre 2021. 

L'apertura dell'articolo pubblicato su Millionaire di novembre 2021

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