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Bitcoin: la moneta virtuale che piace al Web

Sai che esiste una moneta virtuale che ti permette di fare acquisti online e in alcuni negozi all’estero? Si chiama Bitcoin ed è un sistema di pagamento alternativo lanciato nel 2010 dal giapponese Satoski Nakamoto. C’è chi la ha accolta come la nuova frontiera del business, chi la definisce uno strumento per ingannare i consumatori.
Bitcoin: la moneta virtuale che piace al Web Bitcoin: la moneta virtuale che piace al Web

Sai che esiste una moneta virtuale che ti permette di fare acquisti online e in alcuni negozi all’estero?

Si chiama Bitcoin ed è un sistema di pagamento alternativo lanciato nel 2010 dal giapponese Satoski Nakamoto.

C’è chi la ha accolta come la nuova frontiera del business, chi la definisce uno strumento per ingannare i consumatori. Fatto sta che il valore della moneta continua a crescere: dai cinque centesimi di dollaro agli oltre 100 dollari di oggi.

Per saperne di più sul fenomeno Millionaire ha indagato. Le conclusioni della nostra inchiesta puoi leggerle sul numero di giugno in edicola. Ecco qualche anticipazione.

Cosa sono

I Bitcoin sono codici creati da una

rete di computer presenti in tutto il mondo, che li emettono in modo casuale, circa sei volte l’ora.

Dove si comprano

Esistono siti che trasformano il denaro in Bitcoin. Il più importante è

MtGox dove è possibile acquistare e vendere la moneta o BitFloor dove si accettano pagamenti in valute tradizionali. C’è, tuttavia, un’altra possibilità di acquisizione: gli utenti possono ottenerli sulla base della potenza informatica che mettono a disposizione della Rete. Ciò significa che solo chi possiede server con consumi elevatissimi può ricevere Bitcoin in modo gratuito.

A cosa servono

La moneta virtuale si usa, soprattutto, per fare acquisti online. I vantaggi? Non c’è il rischio di furti: ogni moneta ha un codice identificativo che può essere speso solo dall’utente. E poi non è tracciabile. Ciò spiega perché viene spesso usata per scambi di materiale illegale (pornografia, stupefacenti, armi). Non ci sono banche che trattengono commissioni sui versamenti.

La curiosità

Si diffondono le iniziative di

ristoratori che accettano moneta virtuale. L’ultimo in ordine di tempo è un pub di Hackney (East London). Il locale fa parte di una catena gestita dall’imprenditore Stephen Early. Un’intuizione che è stata premiata: in poco tempo il pub ha venduto in Bitcoin l’equivalente di 800 sterline (circa 940 euro).

Se vuoi approfondimenti sull’argomento leggi l’inchiesta di Maria Spezia su Millionaire in edicola.

Redazione

Che ne pensi dei Bitcoin? Li useresti?

(Foto utente flickr  zcopley)

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