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Angry Birds si quota in Borsa

La società Rovio Entertainment, che ha creato il videogame degli “uccellini arrabbiati”, si prepara per una quotazione da 2 miliardi di dollari, a Helsinki. Gli Angry Birds sono pronti a “fiondarsi” in Borsa. La società di videogame Rovio Entertainment ha annunciato la quotazione sul listino di Helsinki. L’Ipo (offerta al pubblico dei titoli) potrebbe portare
Angry Birds si quota in Borsa Angry Birds si quota in Borsa

La società Rovio Entertainment, che ha creato il videogame degli “uccellini arrabbiati”, si prepara per una quotazione da 2 miliardi di dollari, a Helsinki.

Gli Angry Birds sono pronti a “fiondarsi” in Borsa. La società di videogame Rovio Entertainment ha annunciato la quotazione sul listino di Helsinki. L'Ipo (offerta al pubblico dei titoli) potrebbe portare la valutazione dell’azienda a 2 miliardi di euro.

Dopo il boom iniziale di popolarità e ricavi, le vendite del gioco avevano subito un calo. Ma, il lancio del film d’animazione “Angry Birds”, nel 2016, ha di nuovo fatto spiccare il volo agli uccellini. Nel primo semestre 2017 le vendite sono quasi raddoppiate (153 milioni di euro) rispetto all'anno precedente e l'utile è passato da 11 a 42 milioni di euro. Tanto che Rovio ha annunciato anche il sequel del film (2019).

La storia

Chi ha inventato Angry Birds?  L’idea arriva dal Nord Europa, Finlandia, per la precisione. Tutto comincia nel 2003, quando Niklas Hed, all’epoca 22enne, con due amici, vince un concorso per programmazione di videogiochi per mobile sponsorizzato da Nokia. Da lì l’idea di fondare, con il cugino Mikael, una società, la Rovio (falò, in finlandese). I ragazzi amano ciò che fanno, ma all’inizio non ne azzeccano una. Hanno grandi idee per videogiochi, ma non le risorse per produrli in proprio. Così lavorano a contratto  per i grandi nomi. Nel 2007, cominciano le riduzioni di personale. Nel 2009, dopo un picco di 50 dipendenti, si tocca il minimo storico: 12 persone. La Rovio è sull’orlo del fallimento. I 51 giochi sviluppati non erano bastati ad assicurarle stabilità economica. Poi un game designer crea la schermata di un nuovo gioco. Angry Birds cambia tutto: la società schizza da 12 a 80 persone impiegate.

Ha raccontato Mikael Hed: «A un certo punto, mio cugino ha mostrato il lavoro a sua madre, che stava finendo di organizzare una cena. Due ore dopo, quando gli ospiti erano arrivati, sua madre stava ancora giocando. Visto che lei abitualmente non giocava ad alcun gioco, lo prendemmo come un ottimo segno».

Dal flop al successo

Ottime premesse, quindi. Eppure, lanciato sull’App Store il gioco nei primi tre mesi, nei mercati più redditizi (quelli di lingua inglese) fa flop. Il problema è farsi vedere in un “negozio” affollatissimo, in cui si ottiene visibilità a suon di download. E così il team di Rovio cambia strategia e punta a farsi vedere nei mercati più piccoli. Per salire in testa alla classifica, in paesi come Finlandia, Svezia e Grecia bastano 100 download. Solo dopo aver raggiunto 30mila download in mercati minori, Angry Birds comincia a volare alto anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Per la promozione Rovio realizza un video trailer su YouTube e una versione semplificata completamente gratuita. Il videogioco finlandese passa dal 600° al primo posto nella classifica delle App più scaricate. Gli uccellini arrabbiati si rivelano galline dalle uova d’oro: cinque milioni di download nei primi sei mesi, 650 milioni nei successivi due anni.

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