Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Dark Mode Light Mode

A Roma si fabbricano startup

In un’ala della stazione di Termini è nato uno spazio di 1.500 metri quadrati con 120 postazioni di lavoro. È la fabbrica delle startup che Luigi Capello, fondatore dell’incubatore Enlabs, ha inaugurato con l’Università Giudo Carli. Si chiama Luiss Enlabs e punta a diventare un luogo di creatività aperto a chi ha un’idea originale e
A Roma si fabbricano startup A Roma si fabbricano startup

In un’ala della stazione di Termini è nato uno spazio di 1.500 metri quadrati con 120 postazioni di lavoro. È la fabbrica delle startup che Luigi Capello, fondatore dell’incubatore Enlabs, ha inaugurato con l’Università Giudo Carli.

Si chiama Luiss Enlabs e punta a diventare un luogo di creatività aperto a chi ha un’idea originale e utile, soprattutto a giovani universitari, o a chi semplicemente cerca uno spazio di coworking per sviluppare la propria attività. In soccorso ai giovani startuppari, ci saranno professionisti dell’incubatore (10 mentor in tutto) e i finanziamenti (30mila euro) che ogni sei mesi andranno alle startup selezionate dal team di Enlabs:

La prossima "call" (concorso) per startup partirà a inizio maggio. Si partecipa gratuitamente iscrivendosi sul sito» spiega Luigi Capello a Millionaire.

Lo spazio è aperto a tutti?

Sì. Chi cerca uno spazio di coworking con tutte le attrezzature paga una quota mensile e diventa subito operativo (300 euro a postazione, ridotto all'aumentare del numero di persone, per esempio 800 euro per 4 persone). Chi cerca invece aiuti e finanziamenti può partecipare alle nostre selezioni e iniziare il programma di accelerazione».

Quali sono i vantaggi?

Offriamo una formazione rapida. Nel giro di quattro-cinque mesi le startup selezionate riescono a portare il loro prodotto sul mercato. Abbiamo dieci mentor, con esperienza imprenditoriale e in più settori. Ai 30mila euro che offriamo vanno ad aggiungersi i finanziamenti che nascono dal contatto diretto con gli investitori. Ricordo che per entrare sul mercato occorrono da 300mila a 500mila euro».

Quali sono i 3 errori che commettono gli startuppari?

1) Scelta sbagliata della struttura dei soci. In molti decidono di dividere i guadagni della società in parti uguali senza tener conto del peso specifico che ognuno ha all’interno del progetto, laddove la distribuzione degli utili dipende dalla responsabilità che ognuno ha nel progetto. 2) Un’errata concezione del capitale: molti pensano che trovare i fondi sia la soluzione al problema. Al contrario, è un altro problema che s’aggiunge ai precedenti poiché avranno un partner a cui spetterà una quota dei guadagni. 3) Assenza di attrezzature tecnologiche per sviluppare la propria idea».

INFO: http://www.enlabs.it/

Giancarlo Donadio

Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Articolo precedente
La Whirlpool cerca talenti per assunzioni

La Whirlpool cerca talenti per assunzioni

Articolo successivo
Gli italiani fuggono in Germania

Gli italiani fuggono in Germania

Advertisement
Advertisement

Consigliati per te

Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro
OGR porta 15 scaleup italiane verso i mercati globali OGR porta 15 scaleup italiane verso i mercati globali
Innovation Training Summit: le startup riscrivono le regole Innovation Training Summit: le startup riscrivono le regole
Innovazione: Roma studia, Milano scala, Torino costruisce Innovazione: Roma studia, Milano scala, Torino costruisce
Medio Oriente: gli impatti della crisi su PMI e startup Medio Oriente: gli impatti della crisi su PMI e startup
Le imprese guidate da donne crescono (e innovano) Le imprese guidate da donne crescono (e innovano)
Fondare una startup o creare strumenti per mantenerle in vita? Fondare una startup o creare strumenti per mantenerle in vita?
Prima il metodo, poi il mercato Prima il metodo, poi il mercato