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A Bologna la boutique dove prendi tutto senza pagare

Una boutique dove prendi tutto senza pagare. Sembra uno scherzo ma non lo è. Accade a Bologna grazie all’iniziativa di un gruppo di 50 donne (avvocati, maestre, agenti immobiliari, responsabili di risorse umane, decoratrici) che si mettono insieme con uno scopo ben preciso: aiutare chi è in difficoltà: «Abbiamo aperto il negozio grazie a un
A Bologna la boutique dove prendi tutto senza pagare A Bologna la boutique dove prendi tutto senza pagare

Una boutique dove prendi tutto senza pagare. Sembra uno scherzo ma non lo è. Accade a Bologna grazie all’iniziativa di un gruppo di 50 donne (avvocati, maestre, agenti immobiliari, responsabili di risorse umane, decoratrici) che si mettono insieme con uno scopo ben preciso: aiutare chi è in difficoltà: «Abbiamo aperto il negozio grazie a un bando comunale. Lo abbiamo sistemato, arredato in modo da renderlo più accogliente possibile. Le persone ci portano quello che non usano più per donarlo. Ripariamo le cose più usurate. I clienti ci vengono segnalati da servizi sociali, ospedali o centri di accoglienza. Siamo aperti per ora ogni terzo sabato del mese» spiega a Millionaire, Simona Manzone, 52 anni, consulente aziendale.

Giocattoli, libri, accessori. E soprattutto abiti, per uomo, donna, bambino. Anche capi firmati vengono esposti nella boutique in via Savenella: «Tutto è iniziato per aiutare un nostro amico architetto che stava collaborando alla costruzione di una scuola in Brasile. Abbiamo ragionato su come potevamo contribuire. Allora abbiamo messo insieme un po’ di cose, chiedendo una mano a parenti e ad amici e siamo partite con un primo mercatino, che ha raccolto 5mila euro».

Da lì il mercatino è diventato un appuntamento fisso, si tiene in ottobre ogni anno. E negli anni ha raccolto soldi per tanti progetti sociali: 10.000 euro all’associazione Bibli-Os, per una biblioteca nel reparto pediatrico dell’Ospedale Sant’Orsola, 15.000 euro all’Irma Romagnoli Onlus, per il sostegno psicologico ai bambini disabili colpiti dai terremoti del maggio di quell’anno, 38.000 euro per costruire il reparto di neurochirurgia pediatrica dell’Ospedale Bellaria. E infine quest’anno, 58.000 euro per l’acquisto di un ecografo d’urgenza.

Nel frattempo, Simona e le altre si sono costituite in un’associazione che si chiama Re-Use with Love: «La boutique è solo l’ultimo dei nostri progetti. Ne abbiamo altri in cantiere per i prossimi anni, come raccogliere bici usate, rimetterle a nuovo e fare bike sharing gratuito. Non si esce dalla crisi con la solidarietà, ci vogliono interventi più strutturali. Ma stiamo dimostrando che si possono aiutare gli altri con un po’ di accorgimenti. Ogni giorno buttiamo via tante cose, noi con quello che la gente mette nell’immondizia siamo riuscite a incassare 50mila euro e a fornire attrezzature importanti a ospedali. Nessuna di noi era coinvolta prima in iniziative sociali. Ognuna di noi ha il suo lavoro. Poi abbiamo deciso di dare un contributo. E in tanti ci hanno seguito. Come primi i nostri mariti. E soprattutto, i nostri figli a cui vogliamo trasmettere il nostro messaggio di solidarietà».

INFO: http://www.reusewithlove.org/

Giancarlo Donadio

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