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76 milioni per sostenere il Made in Italy

Questi sono i fondi previsti dalla legge di Bilancio 2022 che presto verranno sbloccati per dare sostegno a chi si occupa di valorizzare il Made in Italy, sia a livello nazionale che internazionale. La conferma arriva direttamente dall’attuale Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare durante il “Futura”, un convegno sul tema organizzato dagli Ambasciatori del
76 milioni per  sostenere il Made in Italy 76 milioni per  sostenere il Made in Italy

Questi sono i fondi previsti dalla legge di Bilancio 2022 che presto verranno sbloccati per dare sostegno a chi si occupa di valorizzare il Made in Italy, sia a livello nazionale che internazionale. La conferma arriva direttamente dall’attuale Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare durante il “Futura”, un convegno sul tema organizzato dagli Ambasciatori del Gusto, un’associazione che si occupa di dare continuità al dialogo sul Made in Italy con i diversi governi. 

Si tratta di una misura che intende esemplificare l’idea di un sistema sinergico e interconnesso, che sappia valorizzare al meglio il made in Italy. Pertanto, il sostegno dovrebbe essere anche a favore della ristorazione e della crescita del turismo. Ma vediamo nel dettaglio come verrà suddiviso il beneficio: per i 20 milioni di parte corrente, la misura prevede un contributo del 70% (per un importo massimo di 30 mila euro), destinato alle retribuzioni dei nuovi contratti di apprendistato per i giovani diplomati degli istituti alberghieri. A occuparsi della gestione dell’erogazione di questi fondi sarà Invitalia, grazie a un accordo siglato nel mese di dicembre 2022. I restanti 56 milioni invece, verranno utilizzati principalmente per le attività che intendono effettuare investimenti in macchinari professionali e altri beni strumentali durevoli.

Per accertare che la misura venga effettivamente erogata a chi si impegna nella valorizzazione del Made in Italy, sono state inserire delle limitazioni riguardo i requisiti di accesso. Per poter richiede le risorse infatti, bisogna o avere un'attività da almeno dieci anni oppure aver acquistato prodotti certificati Dop/Igp e biologici per almeno il 25% del totale nell’ultimo anno. 

L’idea di un marchio ufficiale per il Made in Italy

Il Made in Italy è un marchio che contraddistingue la qualità dei prodotti italiani da decenni ormai e come tale, deve essere tutelato e sostenuto. “Giusto sostenere chi valorizza il made in Italy” queste le parole del Ministro Francesco Lollobrigida, durante il convegno in cui ha tenuto a dare voce alla sua idea di creare un marchio di tutela per la vera cucina italiana nel mondo: “serve un riconoscimento che difenda la ristorazione italiana autentica e che racconti l’enogastronomia italiana e tutto ciò che le ruota attorno, attraverso un disciplinare che il Governo può costruire insieme agli operatori di tutto il sistema. I nostri ambasciatori all’estero devono avere un riconoscimento ufficiale, sul modello francese, che gli dia la possibilità di poter dire di essere soggetti riconosciuti in grado di raccontare esattamente cosa siamo, quanto valiamo e il valore aggiunto che c’è dietro.” 

Una squadra, quella scesa in campo in Trentino per il “Futura”, che innanzitutto è «alla ricerca di una casa all’interno delle istituzioni», come ha ricordato al ministro Lollobrigida il socio fondatore, Carlo Cracco. La richiesta quindi, è quella di un ufficio ministeriale ad hoc, con cui si possa dialogare in modo continuativo delle strategie per costruire valore aggiunto per il sistema agroalimentare e affrontare nodi come quello della formazione professionale, della difficoltà a reperire manodopera qualificata, del “no show”, studiando formule normative e fiscali adeguate, che si adattino alla peculiare attività dei ristoratori.

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