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4 regole per fare schifo come marketer

La tua campagna marketing non sta dando i risultati sperati. Anzi, senza usare eufemismi è un vero fallimento. Un vero schifo. Il messaggio che hai scelto di trasmettere per vendere il tuo prodotto sembra non avere senso per la gente. Nessuno lo capisce. A nessuno importa del significato. Se questa è la situazione che stai vivendo
4 regole per fare schifo come marketer 4 regole per fare schifo come marketer

La tua campagna marketing non sta dando i risultati sperati. Anzi, senza usare eufemismi è un vero fallimento. Un vero schifo.

Il

messaggio che hai scelto di trasmettere per vendere il tuo prodotto sembra non avere senso per la gente. Nessuno lo capisce. A nessuno importa del significato.

Se questa è la situazione che stai vivendo fai un grosso respiro. E ragiona sugli errori/orrori che hai potuto commettere.

Secondo Geoofrey Games, giornalista del sito business Inc.com, un marketer può sempre mettersi sulla giusta carreggiata.

Tuttavia, per farlo deve evitare di fare 4 cose.

Leggiamo insieme cosa non fare per essere un marketer da schifo.

1. Il prodotto è troppo al centro.  Poco spazio al consumatore

Per molti

marketer il loro prodotto è al centro dell’universo. Lo conoscono in ogni dettaglio, lo hanno guardato da tutte le possibili angolazioni. Eppure hanno un’idea vaga del pubblico che dovrebbe usarlo. Non conoscono affatto chi dovrebbe usufruire del prodotto nella realtà. Come scrive Geoffrey Games:

“La cosa peggiore è che molti marketer non pensano che conoscere bene il pubblico sia importante. I loro prodotto è perfetto: è ovvio che la gente lo compri”.

2. Ascoltare il consumatore: non c’è spazio in agenda

Anche quando i

marketer hanno un’idea del loro consumatore ideale, spendono poco tempo nell’ascoltarlo. Trascorrono il tempo a fare delle dispendiosissime ricerche di mercato. Ma quando si tratta di sedersi e ascoltare il proprio consumatore non trovano mai spazio sulla loro agenda.

Il risultato di questa mancanza di tempo e volontà è per Geoffrey Games nefasto:

“Se non si ascolta il consumatore e le sue esigenze non c’è da meravigliarsi che il messaggio di marketing non significhi niente per nessuno. O meglio per nessuna delle persone che dovrebbe comprare il tuo prodotto”.

3. Proposta di valore che non ha nessun valore

Il nostro marketer ha speso del tempo a capire le esigenze del suo cliente.  Ci siamo!  E no, non ci siamo. Perché ora ad attenderlo c’è la

sfida più importante: come dare valore alla sua proposta.

Per farlo bene deve essere informato perfettamente sulla catena del suo business. Molti marketer – ci spiega Geoffrey Games – dialogano con i grossisti.

In questo caso la loro abilità sarà quella di conoscere a fondo non solo il cliente ma anche il “cliente finale del loro cliente” per fornire una proposta che abbia un valore effettivo”.

4. Ma quante parole usi per formulare la tua proposta?

Anche quando i

marketers hanno tra le mani una grande proposta tendono a riproporla – ci spiega Geoffrey Games – “con frasi lunghe piene, che superano le 25 parole, condite da termini astratti e  paroloni. In questo caso meglio affidarsi ad un professionista, uno scrittore che sia capace di trasformare il messaggio in parole che abbiano un forte impatto emotivo.

“Scrivere un messaggio di valore è un compito complesso che può realizzare solo un professionista di talento. È un’abilita rara come evidenziano i tanti messaggi di marketing insipidi che si trovano dappertutto anche nelle campagne pubblicitarie delle grandi aziende.”

Queste secondo Geoofrey Games le cose da non fare per non essere un marketer da schifo.  

Siete d’accordo? Vi è capitato di fare errori simili? 

Giancarlo Donadio

(Fonte immagine: utente Flickr Jackson Lewchuk)

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