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3 milioni di euro per Sardex, la startup che inventa una nuova moneta

Qualche mese fa abbiamo raccontato la storia di cinque ragazzi che partiti da un paesino agricolo sardo hanno inventato una nuova moneta che aiuta le aziende in crisi di liquidità. Oggi Sardex chiude un round di 3 milioni di euro (guidato da Innogest) e dà ancora più forza a una realtà italiana di cui ha
3 milioni di euro per Sardex, la startup che inventa una nuova moneta 3 milioni di euro per Sardex, la startup che inventa una nuova moneta

Qualche mese fa abbiamo raccontato la storia di cinque ragazzi che partiti da un paesino agricolo sardo hanno inventato una nuova moneta che aiuta le aziende in crisi di liquidità. Oggi Sardex chiude un round di 3 milioni di euro (guidato da Innogest) e dà ancora più forza a una realtà italiana di cui ha parlato anche il Financial Times.

Si chiama Sardex, vale come l’euro, e permette alle aziende di scambiare beni e servizi. Carlo Mancosu, Gabriele Littera e suo fratello Giuseppe, Franco Contu e Pietro Sanna, formazione in marketing e materie umanistiche, hanno creato un portale con 3mila aziende iscritte, 27 dipendenti e un milione e mezzo di fatturato. Tutto senza spostarsi dalla loro terra.

Come è nata l’idea?

«Il 2008 fu l’anno della crisi finanziaria. Le banche smisero di concedere prestiti e concedere crediti. Abbiamo analizzato la crisi finanziaria e ci siamo chiesti che cosa avesse a che fare Wall Street o Londra con la Sardegna in un momento in cui le imprese avevano ancora capacità produttive. Allora ci siamo messi a studiare sistemi alternativi. Studiando abbiamo conosciuto il WIR, un sistema alternativo in Svizzera che aveva creato un sistema di credito tra imprese che non utilizzavano il franco svizzero, durante la Grande Depressione. E che è vivo anche oggi con 45mila membri».

Allora cosa avete fatto?

«Abbiamo investito le nostre risorse, circa 40mila euro per creare la piattaforma. Intanto avvicinavamo le imprese locali per chiedere di entrare nel sistema. Gli inizi sono stati drammatici: tutti volevano gli euro per pagare debitori e fornitori. Poi nel 2010 un piccolo imprenditore ha creduto in noi. Era da solo nella rete, ma gli abbiamo promesso che saremmo cresciuti».

Come funziona?

«Le imprese (studi dentistici, ristoranti, professionisti, associazioni) si iscrivono e utilizzano il Sardex come mezzo di scambio per beni e servizi. Chi vuole entrare nel sistema fa domanda ed entra nel sistema e da quel momento può operare sulla piattaforma. I vantaggi sono tanti: si creano collaborazioni e rapporti di fiducia. E nascono scambi originali come i dipendenti che ricevono bonus in Sardex o affrontano spese impreviste facendosi anticipare una parte dello stipendio in crediti dall’azienda. C'è chi addirittura ha chiesto un anticipo del Tfr in Sardex».

Come siete cresciuti?

«Nel 2011 avevamo già 500 imprese iscritte. Tutto con le nostre forze: siamo andati a cercarci imprenditori uno per uno, abbiamo organizzato centinaia di meeting sul territorio, partecipato a eventi per costruirci un network. Poi la svolta è avvenuta con l’investimento di dPxel di Gianluca Dettori: ha saputo di noi ed è venuto a conoscerci. E poi ha deciso di scommettere sull’idea. Questo ci ha permesso di espanderci e aprire altri circuiti: oggi siamo presenti in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Lazio e Campania».

Quale il modello di business?

«Gli iscritti pagano un canone di iscrizione mensile o annuale. Per le aziende piccole 150 euro al mese e 350 all’anno. Per quelle grandi, mille euro di iscrizione mensili, 2.500 annuali».

C’è spazio per nuove imprese come la vostra nella sharing economy?

«Sì, basta pensare, restando all’ambito delle aziende, a portali per favorire la condivisioni di macchinari: un’azienda ha un plotter che utilizza un’ora al giorno e può prestarlo ad altre imprese e ammortizzare i costi. Il web può fare miracoli: non è un caso che Sardex nasce quando è arrivata da noi la banda larga. Come trovare il tuo spazio? Facendo cose. Oggi ci sono tanti proclami, ma poca sostanza spesso. La regola è prima si fa una cosa, poi la si comunica».

Info: http://www.sardex.net/

 

3 STRATEGIE PER IMITARE LA LORO STORIA

  1. Pensa a una soluzione innovativa in un mercato vecchio. alcune startup si stanno interessando ai costi alti delle transazioni con carte di credito e bancomat per le aziende. La finanza è un settore ancora tutto da digitalizzare e scoprire.

  2. Unisci persone su un territorio. Organizza eventi, fa conoscere persone potenzialmente interessate al tuo prodotto. Fai nascere legami e rapporti di fiducia.

  3. Crea valore reale per gli iscritti. Sardex, per esempio, permette ad aziende in crisi di liquidità di accedere a servizi e non interrompere le loro attività.

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