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2022: in Italia record di dimissioni

Solo nell’ultimo trimestre del 2022 sono stati 528.755 i lavoratori a chiedere le dimissioni in Italia – per un totale di quasi 2 milioni 200 mila licenziamenti registrati nel corso dell’intero anno. Secondo la più recente nota trimestrale sulle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro, gli italiani che decidono di mollare il posto lavorativo continuano
2022: in Italia record di dimissioni 2022: in Italia record di dimissioni

Solo nell’ultimo trimestre del 2022 sono stati 528.755 i lavoratori a chiedere le dimissioni in Italia - per un totale di quasi 2 milioni 200 mila licenziamenti registrati nel corso dell’intero anno.

Secondo la più recente nota trimestrale sulle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro, gli italiani che decidono di mollare il posto lavorativo continuano a essere in aumento in termini assoluti dalla crisi post-Covid - una ‘valanga’ che non si è mai veramente interrotta dalla pandemia.

Più nello specifico, le cessazioni per dimissioni negli ultimi tre mesi del 2022 sono circa 86mila in più rispetto a quelle registrate nel quarto trimestre 2019.

Il trend della Great Resignation

Il trend della Great Resignation, il movimento di dimissioni spontanee partito dagli Stati Uniti circa due anni fa, colpisce dunque anche il mercato del lavoro italiano. Secondo i dati del Ministero del lavoro, però, l’ondata potrebbe aver raggiunto il suo picco: sembra che ora stia iniziando una decrescita. Rispetto allo stesso trimestre del 2021, le dimissioni in Italia hanno infatti subito un leggero calo del 6,1% (-34 mila).

L’onda di dimissioni può essere considerata un barometro dell'ottimismo dei dipendenti sulla loro capacità di trovare un nuovo impiego.

Non è un caso che è nel 2022 che Beyoncé ha pubblicato il singolo Break my soul, in cui inneggia a lasciare il lavoro per un futuro con più ‘motivazione’. Il pezzo incarna lo zeitgeist di una generazione che inizia a priorizzare la salute mentale - delle volte a discapito della sicurezza economica.

Per chi è alla ricerca di prospettive di carriera più certe, una ricerca recente di Assolavoro ha mostrato che le figure professionali ad alta qualifica più ricercate nei mesi di marzo e aprile 2023 sono sviluppatori java e sistemisti, architetti informatici, project manager, esperti in controllo di gestione e ingegneri meccanici, elettrici e dell’automazione, communication e digital communication specialist.

Ci sono poi gli elettricisti, contabili e addetti alla tesoreria, esperti in recruiting e training, cuochi. C’è anche un’alta richiesta di professionisti che si occupano di vendite on line e marketing digitale e di tutte le figure che gestiscono i rapporti con la clientela.

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